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TERMINAL // Francesco Vignozzi

Per un periodo della mia vita ho avuto l’opporunità di scattare fotografie in una casa di riposo per anziani. Non una commissione, ma un mio desiderio. Ci passavo davanti ogni giorno e mi attraeva. Poi sono entrato e per la seconda volta mi sono trovato a confronto con la morte, ma stavolta non solo con la mia, ma anche con quella degli altri. Sembrava tutto amplificato. Le sensazioni sulle gioie, i dolori e le sofferenze erano grandi.. pure. Come se nella consapevolezza della fine tutto fosse più limpido.

grazie a Mariella Bulleri.

For a time I had the opportunity to take photographs in a nursing home for the elderly. This wasn’t a commission, but one of my desires. I passed by there every day and the place attracted me. Then I walked in and for the second time in my life I found myself confronted with death, this time not only my own, but also that of others. Everything seemed amplified. The sensations of joy, sorrow and suffering were great, pure. As if being aware of the end made everything was clearer.

thanks to Mariella Bulleri.

 

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What reassures us is the simple succession, the reduction of everything to a dimension, as a mathematician would say, the overwhelming variety of life; thread a string, that famous string of the story, of which the thread of life is made, through everything that happened in time and space! Almost all men are storytellers … they like an ordered set of facts because it resembles a necessity, and thanks to the impression that life has a course they feel somehow protected in the midst of chaos. (Robert Musil)

Quel che ci tranquillizza è la successione semplice, il ridurre a una dimensione, come direbbe un matematico, l’opprimente varietà della vita; infilare un filo, quel famoso filo del racconto, di cui è fatto il filo della vita, attraverso tutto ciò che è avvenuto nel tempo e nello spazio! Quasi tutti gli uomini sono dei narratori… a loro piace la serie ordinata dei fatti perché somiglia a una necessità, e grazie all’impressione che la vita abbia un corso si sentono in qualche modo protetti in mezzo al caos. (Robert Musil)

 

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